La terrariofilia può rappresentare uno strumento utile per la ricerca scientifica e per la prevenzione della diffusione di malattie. A dimostrarlo è la pubblicazione "Preliminary Screening for Ophidiomyces ophidiicola in Pet Snakes from Italy and Exploratory Evaluation of Droplet Digital PCR Assay" (Di Nicola et al., 2026), frutto della collaborazione tra la Italian Gekko Association e l’Istituto Zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta.
Grazie al lavoro sinergico tra le due realtà, sono stati raccolti e analizzati quasi 100 campioni di serpenti da compagnia. Il progetto, coordinato da Matteo Di Nicola, ha permesso non solo di approfondire la conoscenza della diffusione del patogeno nei serpenti domestici in Italia, ma anche di sperimentare nuove tecniche di ricerca e diagnostica, aprendo la strada a metodologie sempre più precise ed efficaci.
A Settembre 2025, Italian Gekko Association con il supporto di Matteo Di Nicola e Giacomo Vanzo, ha avviato lo Screening Gratuito per l'Ofidiomicosi nei Serpenti di Allevamento in Italia. L’associazione ha fornito i tamponi necessari per la raccolta dei campioni, che sono stati inviati direttamente ai privati e raccolti durante eventi come il Verona Retiles. Grazie a questa iniziativa, sono stati raccolti circa 100 campioni da analizzare. Da questo campionamento è stato possibile arrivare all'analisi in laboratorio e alla conseguente pubblicazione sulla rivista accademica MPDI dei risultati preliminari.
A settembre 2025, Italian Gekko Association, con il supporto di Matteo Di Nicola e Giacomo Vanzo, ha avviato lo Screening Gratuito per l'Ofidiomicosi nei Serpenti di Allevamento in Italia. L'associazione ha fornito i tamponi necessari per la raccolta dei campioni, che sono stati inviati direttamente ai privati e raccolti durante eventi come il Verona Retiles. Grazie a questa iniziativa, sono stati raccolti circa 100 campioni, che hanno poi permesso di effettuare le analisi di laboratorio e hanno portato alla pubblicazione dei risultati preliminari sulla rivista accademica MDPI.
In Breve
Lo studio
Abbiamo realizzato uno screening preliminare su 97 serpenti di 31 specie, in 10 regioni italiane, tramite tamponi cutanei non invasivi raccolti dai proprietari.
I campioni sono stati analizzati con qPCR e ddPCR, due tecniche molecolari per la ricerca del patogeno.
I risultati
Tutti i campioni sono risultati negativi per Ophidiomyces ophidiicola, anche in animali con lesioni cutanee.
Questo non dimostra che il fungo sia completamente assente nei serpenti da compagnia in Italia: è uno studio preliminare, su base volontaria e non rappresentativo a livello nazionale.
Un dato interessante
La ddPCR ha mostrato un’elevata sensibilità nei test di controllo, suggerendo un possibile ruolo futuro come strumento diagnostico complementare, soprattutto in animali senza sintomi evidenti.
Perché è importante
Monitorare la salute dei serpenti allevati è fondamentale per:
* il benessere degli animali
* una detenzione responsabile
* ridurre il rischio di diffusione di patogeni verso la fauna selvatica
Abstract
Ophidiomyces ophidiicola, the agent of ophidiomycosis, has recently been reported in wild snakes in Italy, but the status of captive populations remains unknown. We carried out an opportunistic survey of pet snakes from private collections and, in parallel, performed an exploratory evaluation of a droplet digital PCR (ddPCR) assay adapted from an established probe-based real-time PCR. Non-invasive skin swabs were collected by 32 private owners from 97 snakes, representing 31 species across ten Italian regions. All swabs tested negative for O. ophidiicola by both methods, including samples from four snakes that showed cutaneous lesions at the time of sampling. Both assays yielded consistent amplification up to the 1:1000 dilution (ddPCR 0.38 to 0.94 copies/µL for the culture-derived control and 0.24 to 0.33 copies/µL for the field-derived control at 1:1000), while ddPCR retained positive partitions in some replicates at higher dilutions (up to 1:8000). These results provide preliminary screening data for O. ophidiicola in an opportunistic sample of Italian pet snakes and suggest potential applicability of ddPCR as a complementary tool for low-template diagnostics, while highlighting the need for larger, standardised surveys and formal assay validation.