Vaiolo delle scimmie (Monkeypox), NO alla DISINFORMAZIONE: i nostri animali sono SICURI

Approfittando del recente incremento di casi di vaiolo delle scimmie, malattia ben nota in ambito medico da decine di anni, è ripartita la macchina della disinformazione creata per mettere in cattiva luce i nostri animali domestici, definendoli selvatici ed esotici, discriminandoli e facendo la solita differenza tra animali di serie A e di serie B.

Senza alcuna evidenza scientifica né correlazione logica, alcune testate giornalistiche minori danno risonanza ai gruppi animalisti che vorrebbero attribuire la colpa del contagio ai nostri piccoli amici. 

Non entreremo nel merito della malattia che è, come dicevamo, largamente conosciuta (e per la quale esistono da decenni vaccini efficaci) né nell'ambito epidemiologico che vedrebbe implicato un solo ceppo virale comune a tutti i casi la cui trasmissione sarebbe probabilmente legata a scorretta profilassi sanitaria da parte di alcune persone.

La domanda che poniamo, chiara e decisa, è una sola: come possono i nostri animali, nati e cresciuti nelle nostre case, trasmettere una malattia che si trova solo allo stato selvatico e in un altro continente? 

Lo sciacallaggio mediatico, che già con il SARS-CoV-2 aveva trovato terreno fertile, non esita a produrre nuove allusioni pur di prevalere in una battaglia che rimane a tutti gli effetti solo ideologica. Tutto questo, per far presa sulla paura collettiva

Le zoonosi sono sicuramente una questione delicata e che in alcuni casi possono essere legate al commercio di animali esotici, ma andrebbero sempre fatti dei distinguo perché generalizzare è facile e pericoloso.

Siamo fermamente convinti che tale disinformazione sia non solo fuorviante, ma anche pericolosa per gli animali che continuiamo con tutte le nostre forze a proteggere.

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Letto 520 volte Ultima modifica il Venerdì, 27 Maggio 2022 09:47